
Kevin Prince Buateng
A me mi pare strano. Secondo il Regolamento del Giuoco del Calcio (Reg. 12 – Falli e scorrettezze) deve essere ammonito quel calciatore che “tenta di ingannare l’arbitro fingendo un infortunio o di aver subito un fallo (simulazione)”.
Secondo il Codice Disciplina Sportiva (Art. 35 – Mezzi di prova e formalità procedurali) possono dar luogo alla prova tv:
1) l’evidente simulazione da cui scaturisce l’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato;
2) l’evidente simulazione che determina l’espulsione diretta del calciatore avversario.
Ecco quindi che la mancata squalifica del n. 27 rossonero Kevin Prince Boateng per l’evidente simulazione in Milan-Siena 2-0 non può non lasciare perplessi. http://video.corriere.it/milan–siena-2-0/97842
Sull’assist di Rubinho infatti, il ghanese senza toccare il pallone tenta di ingannare l’arbitro buttandosi e, trascinando la gamba sinistra, la allarga fino a colpire il portiere Brkic nella più classica delle simulazioni poi, temendo di non essere stato abbastanza convincente, a terra si finge dolorante. Simulazione per tutti ma non per il Giudice Sportivo che non ha ritenuto l’episodio degno di essere preso in considerazione per quella prova tv introdotta proprio per punire coloro che simulando ottengono il calcio di rigore o l’espulsione dell’avversario.
Purtroppo a dettare le regole del gioco sono incompetenti e spesso corrotti opiniongiornalmoviolisti che spacciano per “Regolamento” madornali puttanate ottenute, a loro dire, da “addetti ai lavori” e quindi… puttanate attendibili.
Che anche un minimo contatto escluda la simulazione è ormai opinione diffusa ma sbagliata soprattutto quando, come in questo caso, il contatto è chiaramente provocato dal giocatore che simula.
E allora: dov’è finita la prova tv?
Considerato che in troppi lo fanno, non voglio parlare di “due pesi, due misure” ma non posso non ricordare come il Giudice Sportivo motivò le due giornate di squalifica a Zalayeta (Napoli-Torino dicembre 2007) nonostante il leggero contatto tra le mani del portiere granata proteso in tuffo e il piede dell’attaccante… proteso in tuffo:
“Il calciatore napoletano toccava con il piede destro il pallone, deviandone la traiettoria ed effettuando un tuffo in avanti. L’erronea assegnazione del calcio di rigore è scaturita dalla condotta dello stesso Zalayeta, che, disinteressandosi della direzione del pallone, effettuava una plateale caduta, compatibile soltanto con l’intenzione di trarre in inganno il direttore di gara”.
Ora provate a sostituire “napoletano” con “milanista” e “Zalayeta” con “Boateng” e, se non siete Tiziano Crudeli, anche voi potrete dire: “A me mi pare strano”.
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